Tutto sul futuro dell’edilizia a Bau 2017

12/04/2016

Nei forum e nei convegni, architetti, ingegneri edili e sviluppatori di progetti illustreranno e tratteranno gli stessi argomenti da diversi punti di vista. E, infine, le mostre speciali in programma a BAU offriranno esempi concreti di prodotti e progetti legati ai temi in primo piano.

Facciate intelligenti
Facciate, strutture portanti, materiali e funzioni protettive sono sempre stati elementi strettamente integrati fra loro. Nel corso dei secoli la facciata è sempre stata l’immagine della struttura dell’edificio sottostante. Ne esprimeva l’utilizzo e forniva informazioni sui suoi proprietari, sul loro stato sociale, sulla loro ricchezza e, non da ultimo, sulla loro sensibilità estetica. Questa concezione della facciata è oggi cambiata radicalmente. Le facciate sono diventate “gusci multifunzionali” innovativi che devono rispondere a esigenze complesse. L’evoluzione tecnologica dell’edilizia svolge un ruolo essenziale per la crescente diffusione di edifici con involucri sempre più intelligenti e complessi. Architetti, progettisti e produttori di materiali per edilizia sono chiamati a tenere conto di questa evoluzione. La protezione contro la pioggia e le intemperie è solo la funzione principale dell’involucro di un edificio. A questa si aggiunge ora l’efficienza energetica, alla quale la facciata contribuisce in misura rilevante, con sistemi di controllo automatizzati che garantiscono il benessere degli abitanti. Sostenibilità e riciclabilità sono ulteriori esigenze imprescindibili, così come la climatizzazione con elementi termoattivi e l’impiego del fotovoltaico. L’involucro del futuro sarà una facciata multimediale, che interagisce con l’utilizzatore e il contesto urbano e introduce nuovi modelli di leasing.

Progettazione, costruzione e gestione digitale
L’edilizia e soprattutto le tecniche di costruzione si stanno evolvendo a ritmi vertiginosi. Dopo aver seguito per secoli regole immutabili, nell’ultimo decennio l’innovazione tecnologica ha introdotto da un lato una quantità infinita di prodotti intelligenti e dall’altro nuove forme di (ri)produzione architettonica. L’adozione di processi di progettazione e produzione mutuati dall’industria automobilistica e metalmeccanica consente oggi di fabbricare prodotti in serie o in piccoli lotti, anche di un solo pezzo. È possibile realizzare componenti su misura con livelli di precisione e qualità per ora riservati a progetti pilota particolarmente innovativi. Ma nell’architettura del futuro questa tecnologia digitale, di cui oggi si intravedono solo i tratti principali, definirà nuovi standard. La fabbricazione assistita da computer (CAM), dal progetto, passando per la logistica del cantiere e la gestione dell’edificio, fino al riciclo, cela enormi potenzialità economiche per l’edilizia e solide garanzie di affidabilità e sicurezza per progettisti, costruttori, utilizzatori, gestori e riutilizzatori. Nel contesto di questi cambiamenti ampi e profondi nel mondo delle costruzioni e di una cultura edilizia necessariamente nuova e finora sconosciuta, la gestione dei processi e lo sviluppo di nuovi processi diventeranno sempre più importanti. Ma che definisce questi processi? In che modo opzioni tecnologiche tuttora imperscrutabili potranno essere raccolte in un unico modello di qualità, strutturate e integrate nella catena di creazione del valore dell’industria edilizia? E quali sono i vantaggi e i rischi di una catena di progettazione, costruzione e gestione completamente digitalizzata? Sono queste le domande più “calde”.

Edifici in rete
La digitalizzazione e il collegamento in rete di tutti gli impianti di un edificio consentono enormi miglioramenti sul fronte del risparmio energetico, senza i quali sarebbe impossibile raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati dalla politica.
In futuro gli impianti di gestione e controllo degli edifici saranno in grado di prevedere i comportamenti degli abitanti. Collegando le abitudini di mobilità degli abitanti, il fabbisogno energetico degli edifici e le condizioni ambientali di meteo, irraggiamento solare e consumi temporanei di corrente (ad esempio per il funzionamento degli elettrodomestici), si potranno sfruttare margini di ottimizzazione con un livello di complessità finora impensabile.
Al tempo stesso sta crescendo una nuova generazione di persone per le quali sarà assolutamente normale fare affidamento su questa tipologia di servizi digitali. Questa generazione scoprirà nuovi aspetti importanti come il comfort e la sicurezza. Un “edificio intelligente” offre da questo punto di vista molto di più rispetto a 25 anni fa, quando la digitalizzazione e la domotica erano solo agli inizi. In futuro la temperatura dei locali potrà essere mantenuta su livelli ideali senza che l’abitante se ne debba mai preoccupare, neanche quando rientra da una vacanza. Le porte si apriranno automaticamente quando ci si avvicina e si chiuderanno a chiave quando si lascia l’appartamento o l’edificio. Le luci si accenderanno prima ancora che il sensore di movimento sia scattato, la cassetta della posta invierà un SMS per segnalare l’arrivo di nuova corrispondenza e la lavatrice partirà nell’orario con la tariffa elettrica più conveniente. Sempre che esistano ancora tariffe elettriche negli edifici intelligenti del futuro, che puntano all’autarchia energetica. L’edificio stesso diventerà parte integrante dell’Internet of Things, costantemente collegato con i suoi abitanti e il resto del mondo.

Costruire e abitare nel 2020
Già oggi sono visibili le direttrici di sviluppo delle città e dei comuni dei prossimi 25 anni. Ciò che costruiamo oggi definisce il contesto dell’edilizia residenziale e lavorativa dei prossimi decenni.
In futuro, vita privata e lavoro saranno sempre più strettamente integrati e si svolgeranno in diversi luoghi, con diverse modalità, all’insegna della massima flessibilità. Già oggi gruppi di lavoro temporanei collaborano a progetti comuni con scadenze precisi in spazi di co-working. In futuro il lavoro non sarà più legato a una sede fisica dell’azienda e questo produrrà anche un cambiamento nel concetto di mobilità. La qualità degli spostamenti non sarà più legata solo alla velocità e alla distanza, ma sempre di più alla vicinanza e alla silenziosità. E questo obiettivo si può ottenere solo se, a volte, abitazione e luogo di lavoro coincidono.
Ben presto l’industria edilizia sarà in grado di costruire 400.000 case e oltre in un anno. Entro pochi anni questa enorme capacità darà vita a un concetto integrato di città produttiva, la città dove abiteremo e lavoreremo nel XXI secolo.