Soluzioni per la sostenibilità degli spazi urbani al World Cities Summit 2016

12/07/2016

Esplorare la metropoli del futuro per comprendere e ottimizzare la gestione delle risorse e della mobilità.

Le aree urbane ospiteranno circa il 75% della popolazione mondiale entro il 2020 e, già oggi, le metropoli consumano oltre il 50% dell’energia disponibile e producono l’80% delle emissioni di biossido di carbonio del pianeta.
Dassault Systèmes, multinazionale francese leader nelle tecnologie di realtà virtuale e immersiva e progettazione in 3D, ha capito che gli spazi urbani costituiscono una vera e propria sfida per la sostenibilità ambientale del futuro e che, per vincere questa sfida, la soluzione è mettere la persona al centro di un processo collaborativo che coinvolga autorità, cittadini e aziende in un progetto di rinnovamento globale.

Al Word Cities Summit di Singapore, svoltosi lo scorso 10-14 giugno con il tema “Città vivibili e sostenibili: città innovative dell’opportunità”, Dassault Systèmes ha presentato 3DEXPERIENCECity, una soluzione basata sulla piattaforma tecnologica 3D della multinazionale francese che consente a industrie, enti e cittadini di immaginare, sviluppare e sperimentare soluzioni volte a migliorare la qualità della vita urbana nelle grandi metropoli di oggi e domani. Inoltre, grazie anche al visore HTC Vive, i partecipanti al summit si sono potuti letteralmente “immergere” negli spazi urbani virtuali del futuro.

Grazie a 3DEXPERIENCECity, ad esempio, i visitatori del Word Cities Summit hanno potuto “vivere” in prima persona il futuro dei servizi sociali e della salute, delle utenze, della mobilità, della sicurezza degli ambienti e quella pubblica, della gestione e della pianificazione urbana nella città sostenibile.

Nell’apposito spazio espositivo, grazie alla realtà virtuale, è stato possibile immergersi e interagire in ambienti urbani a 360°, assistere a proiezioni e discussioni con l’obiettivo di favorire una riflessione comune sulle sfide urbane che ci attendono. A questo scopo, è stato simulato lo sviluppo di un piano urbano tipo, riproducendo a livello virtuale i processi di collaborazione fra quattro figure chiave (sindaco, progettista urbano, architetto e assessore al bilancio comunale), che collaboravano a questioni di traffico, business, servizi pubblici e costruzioni immobiliari. I visitatori avevano inoltre la possibilità di cimentarsi con una serie di “Serious Game” divertenti e semplici, basati su 3DEXPERIENCECity: lo scopo dei giochi era dimostrare che nuove soluzioni urbane possono nascere in ogni casa e, da lì, avere un impatto positivo sull’evoluzione di tutta la città.

Nello stand ufficiale della città di Singapore, intitolato “Verso una Singapore smart e sostenibile”, i visitatori hanno compreso, attraverso l’applicazione 3DEXPERIENCECity, il modo in cui la “Singapore Virtuale” può integrare i dati della città rilevati attraverso sensori e sistemi, in un ambiente digitale collaborativo che riproduce virtualmente le informazioni e i processi della città reale. “Virtual Singapore” è un prototipo di “smarti city” città finanziato dalla National Research Foundation (NRF), dal Comune di Singapore e dalla Infocomm Development Authority of Singapore (IDA), in collaborazione con Dassault Systèmes.

Monica Menghini, Executive Vice President, Chief Strategy Officer, Dassault Systèmes, in quest’occasione ha dichiarato: “Stiamo entrando in un’epoca di rinascita urbana nella quale gli universi virtuali aprono nuovi scenari di collaborazione, scambio d’idee e pianificazione, per una migliore qualità della vita. La nostra piattaforma agevola questa evoluzione, consentendo di analizzare e gestire le risorse disponibili in una città, simulare vari scenari di impiego delle infrastrutture e della logistica grazie alla realtà virtuale, e disporre di un portale di informazione oltre che di un “marketplace” virtuale!”

A che punto sono le smart city in Italia?
Città resilienti, attrattive e competitive sono fondamentali per la crescita economica dei Paesi, ancor di più per il nostro. In Italia, in particolare, le città stanno attraversando una fase di profonda trasformazione sotto il profilo dell’assetto istituzionale, urbanistico e dei servizi a rete. Le città metropolitane sono un elemento di traino del Paese, ma pongono anche una nuova sfida: governare in maniera coerente e coordinata un territorio con un’elevata densità abitativa richiede notevoli capacità di pianificazione e programmazione.

Conterà la capacità di aprirsi, di collaborare fra pubblico e privato, di creare l’ecosistema, di valorizzare l’innovazione sociale e dal basso, favorendo l’instaurazione di un tessuto di relazioni e di condivisione del know-how in cui le innovazioni e le pratiche già in uso possano innestarsi e funzionare.

Sulle prospettive italiane di applicazione delle tecnologie digitali per gestire l’evoluzione dello scenario urbano, abbiamo chiesto il punto di vista di Guido Porro, Amministratore Delegato per l’Italia e tutta l’area Euromediterranea di Dassault Systèmes. “Per le città italiane è giunto il momento di promuovere iniziative smart di successo come tappe di un percorso finalizzato a trasformare le città in luoghi nei quali le persone abitano, lavorano, studiano, viaggiano e si divertono, con una qualità della vita crescente e costi sostenibili. La situazione attuale, come citato nel recente rapporto Smart City Index 2016 “ITALIA SMART”, vede già numerosi progetti “smart” attivi nel Paese, spesso focalizzati su singoli ambiti verticali come l’efficienza energetica degli edifici, servizi di trasporto pubblico flessibili, car sharing/pooling, infrastrutture digitali, smart grid e altri. Sono invece stati fatti pochi passi verso un approccio sistemico e integrato, che esalti l’interoperabilità e la scalabilità delle soluzioni. La nostra 3DEXPERIENCECity su piattaforma cloud risolve proprio questo tipo di problematiche di gestione, mettendo a disposizione un ambiente nel quale le nostre città possono attivare il nuovo paradigma tecnologico dell’Internet of Things (IoT) e sfruttare il cloud per realizzare un’economia realmente collaborativa. Con questo approccio le innovazioni potranno essere condivise da tutte le realtà urbane ed essere finalmente messe a sistema.”