Robotica e automazione rivoluzioneranno la fabbrica del futuro

19/02/2016

L’automazione industriale sta sostenendo la crescita esplosiva della robotica a livello mondiale. Entro il 2018 le vendite annuali di robot industriali arriveranno a circa 400.000 unità, con volumi quasi raddoppiati rispetto ai livelli attuali, secondo le ultime previsioni della International Federation of Robotics (IFR). Le industrie automobilistica, elettronica ed elettrotecnica sono i principali utilizzatori, con una quota di mercato del 64%. Con la crescente digitalizzazione dell’industria, robotica e automazione diventeranno tecnologie chiave per le fabbriche intelligenti del futuro. Un esempio è l’avvento della collaborazione diretta, senza più barriere, fra uomini e robot. Sono questi i risultati di una recente indagine di mercato condotta da AUTOMATICA, il principale salone internazionale di automazione e meccatronica in programma a Monaco di Baviera, e dall’associazione VDMA Robotics + Automation.

L’analisi della densità di robot nelle diverse regioni mostra un enorme potenziale di crescita dell’automazione industriale in tutto il mondo. La Cina è già il più grande mercato della robotica e quello con i tassi di crescita più elevati, ma la sua industria manifatturiera ha una densità di soli 36 robot ogni 10.000 addetti. Questa cifra è appena superiore alla metà della media globale (66 unità), pertanto non è prevedibile un rallentamento della domanda di robot in Cina.

L’Italia investe in robotica
L’Italia vanta una solida posizione come secondo mercato europeo per la robotica. Nel 2014 sono stati installati oltre 6.200 robot industriali, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente, posizionando il Paese al settimo posto della classifica mondiale per installazioni di robot (vedi Figura 1). Nel periodo dal 2010 al 2014 la crescita annua media è stata dell’8%. Nel 2014 l’Italia era al sesto posto per numero di robot industriali, con una popolazione di 59.800 unità. Il tasso di robotizzazione in Italia è elevato anche in rapporto alle dimensioni dell’industria manifatturiera: sono 155 i robot presenti ogni 10.000 addetti nel settore industriale. Con questa densità, l’Italia si colloca fra le prime dieci nazioni al mondo. Con previsioni di tassi di crescita annui delle installazioni di robot fra il 5% e il 10% fino al 2018, l’Italia manterrà la propria posizione di grande utilizzatore di robot.

L’industria automobilistica è il principale cliente in Italia
L’industria automobilistica italiana ha investito molto nella modernizzazione delle proprie fabbriche. Questa azione ha prodotto un notevole incremento delle installazioni di robot nelle fabbriche di auto, oltre che nei siti produttivi dei fornitori di componenti. Questi clienti hanno acquistato circa 1.900 unità, con un incremento del 126% rispetto al 2013 e una quota del 31% sulle forniture totali nel 2014 (vedi Figura 2). Le vendite di robot nell’industria generica (cioè tutti i settori tranne l’auto) sono aumentate del 20% fra il 2013 e il 2014. Anche l’industria di alimenti e bevande è diventata un acquirente importante di robot industriali negli ultimi anni in Italia.

Forti incentivi per l’automazione
L’automazione ha un impatto positivo su aziende, lavoratori, prodotti e società. Aiuta le aziende ad aumentare la produttività, a ridurre i costi di produzione e a restare competitive. I lavoratori beneficiano di luoghi di lavoro più ergonomici e vengono liberati da mansioni ripetitive o fisicamente gravose. L’automazione ha un impatto positivo sulla qualità, l’affidabilità e la sicurezza dei prodotti. La società trae grande beneficio da un settore manifatturiero competitivo, che utilizza le risorse in maniera efficiente e fornisce prodotti a costi accessibili. Questi incentivi stanno sostenendo la domanda di robot e automazione in tutto il mondo.

La visione industriale in forte crescita
Grazie ai sistemi di visione, le macchine possono “vedere” per eseguire controlli di qualità accurati e monitorare i processi. Il settore innovativo della visione industriale in Europa ha aumentato il fatturato del 16% nel 2014. Nel 2015, secondo le stime più recenti, dovrebbe aver registrato un ulteriore incremento del 10%. Il settore è molto diversificato e fornisce soluzioni per tutti gli ambiti dell’industria manifatturiera. Soprattutto, fornisce sempre più spesso soluzioni al di fuori delle fabbriche, ad esempio per la gestione del traffico, in campo medico e nell’agricoltura.

Soluzioni di assemblaggio integrate
Le soluzioni di assemblaggio integrate consentono di creare nuovi prodotti partendo da milioni di singoli componenti. In Germania, questo settore ha aumentato il giro d’affari dell’8% nel 2014, superando la soglia dei 6 miliardi di euro (escluse le esportazioni). Per il 2015-16 si attende un ulteriore incremento del 4%. Le soluzioni di assemblaggio integrate avranno un ruolo importante nella realizzazione dell’Industria 4.0, in quanto consentiranno la comunicazione diretta fra singoli dispositivi e apparecchiature. Le nuove linee di assemblaggio “ibride” puntano a coordinare in maniera efficiente le capacità di uomini e macchine.

La quarta rivoluzione industriale
“In ottica futura, la rivoluzione digitale nelle fabbriche darà ulteriore impeto al cammino trionfale della robotica industriale,” afferma il Dott. Martin Lechner, esperto di nuove tecnologie di AUTOMATICA. “Come parte integrante della quarta rivoluzione industriale, la collaborazione uomo-robot e la robotica mobile stanno vivendo una fase di sviluppo molto intensa”.
“L’Industria 4.0 proietta il manifatturiero nell’era digitale. L’Internet delle Cose e dei Servizi, la comunicazione potenziata e pervasiva all’interno della fabbrica digitale, e l’abbondanza di dati disponibili in tempo reale si tradurranno in livelli di flessibilità e produttività senza precedenti. Questa evoluzione aprirà la strada a nuovi modelli di business,” dice Patrick Schwarzkopf, Direttore Generale di VDMA Robotics + Automation, commentando gli sviluppi in corso.

Il futuro del lavoro
Le diverse ondate di automazione non hanno mandato in pensione il lavoro e la manodopera. Allo stesso modo, la quarta rivoluzione industriale non porterà a una riduzione dell’occupazione. L’automazione riguarda le mansioni, non le professioni o i posti di lavoro. Le capacità e le doti uniche degli esseri umani, come la conoscenza tacita, la capacità di giudizio, la destrezza e la creatività, diventeranno ancora più importanti con la progressiva automazione delle attività di routine. La maggior parte dei processi lavorativi richiede una serie di competenze sfaccettate: dopo che alcune di queste competenze saranno automatizzate, la parte restante di capacità prettamente umane risulterà ulteriormente potenziata e valorizzata. Gli incrementi di produttività più significativi si registreranno nelle aree in cui uomini e macchine possono unire le rispettive forze nel modo più intelligente possibile. “AUTOMATICA 2016 a Monaco di Baviera proporrà una rassegna unica e completa di queste applicazioni”, conclude Patrick Schwarzkopf.