Filtrazione a membrana ottimizzata e nuove idee per i fanghi di depurazione

22/02/2016

Direttive più severe per le acque di scarico, rapida crescita della popolazione e problemi di approvvigionamento idrico stanno favorendo lo sviluppo a ritmi sostenuti, tutte le novità a Ifat 2016.

Esigenze economiche e nuove leggi dettano il passo nell’industria internazionale delle acque chiare e reflue. Il salone IFAT presenta le risposte del settore delle tecnologie per l’ambiente a queste sfide. Il Salone Mondiale per Acque Primarie, Acque Reflue, Rifiuti Solidi e Materie Prime Secondarie si svolge dal 30 maggio al 3 giugno a Monaco di Baviera. Vi proponiamo una prima rassegna delle novità che verranno esposte.

Direttive più severe per le acque di scarico, rapida crescita della popolazione e problemi di approvvigionamento idrico stanno favorendo lo sviluppo a ritmi sostenuti dei bioreattori a membrana (MBR). Soprattutto nelle aree urbane il processo a membrana è sempre più diffuso grazie alle possibilità che offre per il riciclaggio e il riutilizzo dell’acqua. Il reattore biologico a membrane rotante VRM del costruttore tedesco Huber viene impiegato con successo da molti anni nei processi di filtrazione a membrana in ambito pubblico e industriale. In collaborazione con il produttore di membrane e moduli Microdyn-Nadir, con sede a Wiesbaden, l’impianto è stato recentemente sottoposto a una radicale revisione, con l’obiettivo di unire i vantaggi del sistema a membrana rotante con quelli della consolidata tecnologia dei moduli Bio-Cel. Portate elevate fino a 250 m³/h e soprattutto la pulizia efficiente ed ecologica della membrana con meno di 150 l/m²h di aria sono i vantaggi più rilevanti. I moduli Bio-Cel si distinguono anche per la lunga durata, sono economici da pulire e garantiscono un’eccellente qualità del processo grazie all’ultrafiltrazione. Secondo Huber, questa tecnologia assicura ai clienti un funzionamento dell’impianto affidabile ed efficiente, accompagnato da costi estremamente ridotti in termini di investimento, esercizio e consumo energetico. Huber presenterà il nuovo sistema di filtrazione a membrana come “pezzo forte” del proprio stand a IFAT.

Un altro prodotto ormai consolidato è la membrana Multibore di inge. I filtri a pori microscopici trattengono, oltre alle particelle, anche microorganismi come batteri o virus. Insieme agli esperti di BASF, il team di sviluppo dell’azienda ha sviluppato un materiale per la membrana che aumenta notevolmente la superficie utile dei moduli di ultrafiltrazione. La maggiore efficienza dei moduli consente a sua volta di ridurre il numero di moduli necessari in ciascun impianto di trattamento delle acque. Un’altra novità proposta da inge a IFAT sono i moduli di ultrafiltrazione per applicazioni orizzontali, destinati principalmente alla sostituzione e all’integrazione di sistemi esistenti.

Per l’appuntamento di Monaco di Baviera Siemens ha annunciato novità nel campo dei sistemi di automazione e azionamento e sul fronte del software industriale e dei servizi. Con queste soluzioni, imprese e aziende municipalizzate potranno contare su una riduzione del consumo di risorse ed energia nel trattamento delle acque chiare e reflue, ottimizzando l’affidabilità delle forniture. Le potenzialità offerte dalla digitalizzazione saranno messe in evidenza dal progetto di ricerca “ICeWater”, finalizzato a ottimizzare il funzionamento delle pompe in base all’analisi dei dati di consumo.

Ai fini della valorizzazione in ambito agricolo dei fanghi di depurazione, a partire dal 2017 in Germania sarà consentito solo l’utilizzo di polimeri con i quali i fanghi e i loro singoli costituenti possano essere decomposti almeno del 20 percento nell’arco di due anni. Secondo Flottweg, specializzata nella costruzione di macchine per la separazione di residui solidi e liquidi, gli attuali flocculanti polimerici sintetici non soddisfano questi requisiti. Un’alternativa potrebbero essere i polimeri a base di amidi. Flottweg presenterà a IFAT il decanter OSE che offre risultati eccellenti nell’ispessimento dei fanghi anche con polimeri di amido. All’interno del decanter il fango in eccesso viene ispessito mediante forza centrifuga, portandolo a una densità predefinita. Secondo Flottweg il flocculante a base di amido è necessario solo per “ottimizzare” il centrifugato, raggiungendo un grado di separazione superiore al 95 percento. Per ogni tonnellata di prodotto secco è di norma sufficiente meno di un chilogrammo di polimero.

La gestione evoluta dei fanghi e di altri residui di biomassa è la specialità di Pyreg, che a IFAT illustrerà la sua prima referenza in questo campo. Da settembre 2015 un modulo Pyreg nell’impianto di depurazione di Linz-Unkel trasforma i fanghi di depurazione essiccati in concime fosfatico. Le varie fasi del processo Pyreg (digestione, essiccazione e trattamento termico) sono collegati fra loro in maniera intelligente per poter sfruttare in diversi modi il calore generato. Ogni anno si risparmiano così circa 200.000 Euro di costi di energia ed esercizio.

La presenza di Veolia Deutschland sarà incentrata sui clienti in ambito industriale, ai quali l’azienda di smaltimento si presenterà come fornitore di servizi e soluzioni per trattamento delle acque, smaltimento di rifiuti ed energia. Secondo le stime di Veolia, le aziende del settore automobilistico, del medicale e dell’industria alimentare possono trarre beneficio soprattutto dalla gestione integrata dei flussi di risorse, trasversalmente a tutti i comparti e in particolare nei punti di “interfaccia”. Per quanto riguarda l’acqua, uno degli obiettivi chiave è fornire ad aziende municipalizzate e imprese commerciali soluzioni per il trattamento dei fanghi di depurazione già concepite in vista delle nuove normative e disposizioni di legge. In questo quadro rientra ad esempio la strategia di Veolia per le future necessità di riciclaggio del fosforo.