Dassault Systèmes presenta i risultati di uno studio sulla trasformazione digitale dei servizi finanziari

17/07/2017

“Digitization of asset and wealth management: promise and pitfalls”, analizza i fattori chiave della digitalizzazione, il grado di adozione attuale, ostacoli e fattori abilitanti.

Dassault Systèmes  ha commissionato a CREATE-Research un’indagine su oltre 400 alti dirigenti nel settore dei servizi finanziari sul tema della trasformazione digitale e delle sue prospettive. L’indagine ha rilevato che i gestori di beni e patrimoni stanno procedendo a piccoli passi verso la digitalizzazione, pur prevedendo cambiamenti da parziali a radicali entro un decennio; i primi che stanno adottando le nuove tecnologie sottolineano benefici in termini di competitività e di miglioramento dell’esperienza offerta al cliente. I risultati dello studio sono stati presentati alla conferenza sulla gestione degli investimenti FundForum International svoltasi a Berlino lo scorso 12-14 giugno.

L’indagine, presentata in dettaglio nel documento “Digitization of asset and wealth management: promise and pitfalls”, analizza i fattori chiave della digitalizzazione, il grado di adozione attuale, ostacoli e fattori abilitanti, oltre a esaminare le caratteristiche dell’imminente rivoluzione del settore, con i relativi fattori di successo e benefici.

Ecco alcuni dati salienti dell’indagine:

• Aumenta la pressione sui costi, cresce l’importanza di tassi e commissioni come differenziatori, emergono i fondi passivi con costi bassi, si affacciano sul mercato società Fintech e colossi Internet, arriva una nuova generazione di investitori avvezzi alle tecnologie digitali: tutti questi fattori accelerano la digitalizzazione.
• Il 54 percento degli asset manager ha adottato strumenti di social media, mentre il 56 percento dei gestori di patrimoni ha adottato nuove piattaforme digitali; la blockchain è risultata la tecnologia meno implementata fra otto strumenti digitali proposti al campione.
• L’80 percento degli asset manager e il 77 percento dei gestori di patrimoni prevede che la digitalizzazione rivoluzionerà il settore in parte o completamente. La maggioranza del campione immagina un panorama competitivo di alleanze con nuovi soggetti emergenti esterni o lo sviluppo di piattaforme proprietarie; pochi si aspettano che soggetti esterni possano conquistare nicchie di mercato.
• Le realtà che hanno già adottato le nuove tecnologie segnalano una riduzione dei costi di gestione e un miglioramento della posizione di mercato, dell’efficienza, della conformità normativa e della fidelizzazione dei clienti.
“La chiave per spingere la digitalizzazione nei prossimi anni sarà cambiare i comportamenti dei clienti in modo che i servizi finanziari, oggi guidati dall’offerta, siano guidati dalla domanda,” spiega Amin Rajan, CEO, CREATE-Research. “Questo significa che la gestione del patrimonio è all’alba di una grande svolta, molto più radicale ed estesa di qualsiasi rivoluzione vista finora. La digitalizzazione non è una priorità più o meno alta: è l’unica priorità! Il futuro appartiene a coloro che hanno una visione chiara della loro attività nell’era digitale.”

“Abbiamo commissionato questo studio per misurare l’impatto atteso delle tecnologie digitali sul settore finanziario nei prossimi dieci anni, quando i servizi di gestione dei beni e dei patrimoni migreranno verso modelli di business più agili,” dice Guillaume Dufour, Vice President, Financial and Business Services Industry, Dassault Systèmes. “Continueremo ad affiancare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale con soluzioni specifiche come “Innovation Factory”, la nostra suite sviluppata per digitalizzare i processi, migliorare la governance, accelerare il time-to-market e ridurre i costi legati alla conformità normativa.”

Lo studio “Digitization of asset and wealth management: promise and pitfalls” si basa su un’indagine fra 458 asset manager e gestori di patrimoni di 37 fondi che gestiscono complessivamente beni per un valore di 32.000 miliardi di dollari.