Dassault Systèmes al Talent Garden di Milano con il Forum 3DEXPERIENCE 2016

18/10/2016

Nel corso della giornata, il top managament di Dassault Systèmes e di note aziende italiane ed europee ha condiviso con un foltissimo pubblico di imprenditori, progettisti, tecnici e ricercatori trend economici , idee ed esperienze d’innovazione straordinaria, nei settori più significativi della nostra industria.

Giovedì 13 ottobre, lo spazio Talent Garden di Milano ha ospitato l’edizione 2016 del 3DEXPERIENCE Forum  il cui tema è stato “Doing Business in the Age of Experience”: come fare impresa nell’Era dell’Esperienza, caratterizzata dall’affermazione di un nuovo modello economico che va emergendo nella moderna società connessa, dove clienti e consumatori si aspettano massima semplicità, risposte immediate ed esperienze uniche e coinvolgenti.

Questo business model emergente ha sostituito il modello economico fondato sulla generazione di prodotti e servizi, ormai indifferenziati e pienamente integrati gli uni negli altri. Al centro dell’Economia dell’Esperienza c’è il cliente/consumatore, che è disposto a riconoscere un valore economico nettamente superiore alle esperienze rispetto all’offerta tradizionale, perché queste gli garantiscono risposte istantanee, nuove possibilità, fruibilità e soluzioni personalizzate, ovunque si trovi, in qualsiasi momento e attraverso tutte le tipologie di canali e dispositivi.

3DEXPERIENCE Forum 2016 ha analizzato le prospettive del fare impresa nell’Era dell’Esperienza, dimostrando con numerose testimonianze di clienti attivi nei settori più svariati (dai macchinari alla moda, dai trasporti alla ricerca scientifica) come le aziende creano, ingegnerizzano, producono, lanciano e gestiscono la propria offerta di esperienze, orchestrando i fattori chiave di questa nuova era: Internet of Things, Big Data, Smart Manufacturing.
Dassault Systèmes crede così tanto nelle possibilità che scaturiscono dall’interconnettere persone, idee, soluzioni e dati, da aver creato una piattaforma inclusiva, la Piattaforma 3DEXPERIENCE, che permette di riposizionare ogni azienda e il suo mercato nell’Era  dell’Esperienza.

Una piattaforma per l’Industria 4.0 in Italia
Nel corso della giornata, il top managament di Dassault Systèmes e di note aziende italiane ed europee ha condiviso con un foltissimo pubblico di imprenditori, progettisti, tecnici e ricercatori trend economici , idee ed esperienze d’innovazione straordinaria, nei settori più significativi della nostra industria.
I lavori sono stati aperti dal “padrone di casa” Guido Porro, Managing Director EuroMed e amministratore delegato della filiale italiana. “Vedo una sala gremita e spero che tutti trovino posto, potrei dire che siamo vittime del nostro successo,” ha esordito Porro con una nota di orgoglio per i risultati dell’azienda e la grande risposta di pubblico all’evento. Porro ha cominciato mostrando la slide del piano di intervento del Governo italiano sull’Industria 4.0, articolato in nove punti, rappresentati da altrettante “tecnologie abilitanti” la cui applicazione si dovrebbe tradurre in benefici concreti quali maggiore flessibilità, velocità e, soprattutto, produttività, cronico punto debole dell’Italia negli ultimi decenni.
“Le tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 vanno dalla produzione additiva alla realtà aumentata, dalla simulazione al cloud, dall’integrazione della supply chain all’analisi dei Big Data. Non esito ad affermare che Dassault Systèmes parla da tempo di questi temi,” ha sottolineato Porro, “con investimenti concreti rappresentati da milioni di Euro e anni di ricerca. Oggi possiamo quindi vantare una value proposition completa per l’Industria 4.0, interamente declinata anche sul cloud. Cloud non significa solo riduzione dei costi di gestione e dei tempi di avviamento di una nuova impresa, ma anche e soprattutto aggiungere gradi di libertà all’attività dei nostri clienti.”
Il potenziale per l’Industria 4.0 in Italia esiste ed è considerevole. Nel report di Assolombarda sui maggiori distretti industriali europei, la Lombardia si posiziona ai vertici della classifica, grazie a un tessuto di imprese che hanno raggiunto e mantengono il successo economico grazie a tre qualità chiave, così sintetizzate da Porro: “Innanzitutto non si sono fatte spaventare o scoraggiare dalla globalizzazione e partecipano attivamente alla supply chain. In secondo luogo, trattano bene le loro risorse, con sistemi premianti per manager e dipendenti. Infine, hanno avviato da tempo la digitalizzazione dei processi proprio nell’ottica dell’Industria 4.0.” Il rischio di questa evoluzione è quello che l’AD di Dassault Systèmes Italia definisce “spezzatino di tecnologie”, un miscuglio di strumenti individualmente efficaci, ma poco fruibili ed efficienti se non vengono integrati e coordinati. “Per evitare questo rischio è necessaria una piattaforma, che noi abbiamo concretizzato nella nostra 3DExperience Platform,” ha sottolineato Porro. “Per mettere letteralmente il prodotto finale nelle mani dei migliori designer, ingegneri, marketer e operatori finanziari, bisogna andare oltre il gemello digitale di cui tutti ormai parlano: serve un vero e proprio “experience twin” per trasferire al cliente o consumatore finale tutti i contenuti e, con essi, l’emozione del prodotto. Per fare tutto ciò, sulla nostra piattaforma abbiamo integrato non solo le informazioni e il 3D, ma anche la simulazione più avanzata, la collaborazione con modalità social e la visualizzazione più sofisticata. Ma queste cose ve le racconteranno direttamente i nostri clienti, eccellenze italiane e internazionali che hanno fatto l’Industria 4.0 ancora prima che qualcuno inventasse questa definizione.”

La base del nuovo modello di business internazionale non sono i prodotti
Prima di lasciare spazio ai testimonial, sul palco è salita Monica Menghini, “stratega” della multinazionale francese, per spiegare come la 3DExperience cambia il modello economico delle industrie e, con esse, di un intero Paese. “Nell’ era dell’esperienza i prodotti non sono più l’unico elemento di scelta. Le valutazioni dei clienti/consumatori si basano anche su altri fattori e questo vale in tutti gli ambiti, dalle scienze al design, dalla manifattura al marketing. Questo nuovo business model viene ormai adottato da tutti i comparti industriali e, per questo motivo, va a impattare direttamente sul modello economico dei Paesi.”
In questo contesto, fare innovazione non significa più creare prodotti innovativi, ma sviluppare un approccio olistico per distinguersi sul mercato. Monica Menghini lo chiama “Experience Thinking”, un ragionamento a 360 gradi per cambiare radicalmente l’esperienza di clienti e consumatori, con una forma di innovazione “disruptive”, dirompente, che rompe le regole e gli schemi tradizionali. “Abbiamo già visto molti esempi di innovazione dirompente incentrati ad esempio sulla commercializzazione,” ha osservato Menghini. “Per restare nel novero dei nostri clienti posso citare Tesla, l’azienda californiana che ha rivoluzionato l’auto elettrica e il concetto stesso di automobile. La rivoluzione di Tesla non è l’auto elettrica con un’autonomia prolungata, ma la proposta di uno stile di vita differente. L’azienda ha saltato i tradizionali canali di promozione e vendita, dalla pubblicità ai concessionari, puntando esclusivamente sulla vendita online. Ma soprattutto, la Tesla non è un’auto, bensì un iPad su ruote,” ha detto provocatoriamente Menghini. “L’abitacolo della Tesla è un portale di servizi studiato per la vendita di app, aggiornamenti e upgrade che consentono di cambiare e migliorare continuamente il mezzo.”
Bisogna dunque pensare diversamente e riflettere in termini di “esperienze connesse”. Per supportare le aziende in questo percorso, Dassault Systèmes fornisce una piattaforma che, partendo dall’analisi dei Big Data e dall’intelligenza delle informazioni, consente di rilevare e interpretare tutto ciò che il cliente/consumatore/utente sta facendo e, sulla base di queste informazioni, sviluppare e fornire app e servizi per potenziare e migliorare la sua esperienza. “È questo tipo di approccio che, alla fine, differenzia un’azienda sul mercato. È l’Internet of Experience, molto più dell’IoT, perché non ci limitiamo a fornire gli strumenti per fabbricare un prodotto intelligente in maniera intelligente: la capacità più importante è raccogliere dati dal prodotto intelligente per analizzarli e renderli fruibili, favorendo lo sviluppo dell’offerta commerciale in nuove direzioni.”

Quattro Megatrend
Quattro asset strategici sono stati delineati da Menghini per l’impresa che opera nell’Experience Economy, in modo sicuramente un po’ provocatorio, ma meritevole di approfondimento.
DESIGN. Il Design è diventato il Business Plan: quando si disegna un oggetto, che sia una macchina o un dispositivo tecnologico, in realtà questo è solo l’espediente per donare altro, ovvero esperienze attraverso oggetti connessi. Questo trend sta portando le aziende di prodotto a diventare praticamente produttori di applicativi, conseguendo in tal modo incrementi di fatturato fino al 30-40%. Gli esempi citati da Menghini sono stati vari, dalla già menzionata Tesla a Tecnogym, fino agli spazzolini di Oral B.
SCIENCE. La Scienza insita in ogni business è diventata trendy, affascinante e onnipresente. Tutto ormai ha a che fare con la chimica e con le scienze dei materiali. Leggerezza, prestazioni, innovazione: oggi i reparti R&D sperimentano con la collaborazione di antropologi, sociologi e bioingegneri.
MANUFACTURING. La Manifattura diventa un gioco. Oltre a digitalizzare la produzione, l’industria manifatturiera sta virtualizzando ogni cosa, dal prodotto fino all’intera fabbrica. Possiamo già immaginare operatori digitali che controllano la fabbrica come fosse un video game. Un esempio concreto è la ricostruzione virtuale di Singapore: nel progetto Virtual Singapore si simulano i flussi di traffico, la distribuzione dell’energia, il ciclo dei rifiuti e la logistica dei grandi eventi, per poi andarli a gestire nella realtà con la massima efficienza e prevedibilità.
MARKETING. Il marketing crea dipendenza, diventa addictive. Nell’era dell’esperienza, se capiamo che l’innovazione non passa più solo dal prodotto, che diventa un veicolatore di esperienze, comprendiamo anche il compito principale del marketing: creare un vincolo costante tra azienda e consumatore, tramite una piattaforma di esperienze che induca il consumatore a utilizzarla continuamente grazie alle esperienze a sua disposizione. Questa evoluzione ha fatto del marketing una funzione fondamentale in ogni azienda, tanto che oggi il 60% dei CEO ha una formazione marketing e il Chief Marketing Officer sta diventando una delle figure più richieste sul mercato del lavoro internazionale.

L’industria che fa dell’immaginazione una strategia vincente
La seconda parte della mattinata è stata dedicata alle testimonianze dei clienti sugli utilizzi e i successi conseguiti attraverso l’utilizzo della Piattaforma 3DEXPERIENCE, vero epicentro dell’evento organizzato da Dassault Systèmes. Sul palco si sono succeduti speaker di importanti aziende nazionali e internazionali, diversi per industria, dimensioni e problematiche, che hanno presentato le proprie esperienze d’innovazione. In successione hanno preso la parola CLAAS (che ha messo in scena una vera e propria dimostrazione del proprio processo di sviluppo digitalizzato nel Playground, l’area espositiva allestita in occasione del Forum), Maschio Gaspardo, Alstom e Pirelli F1, per terminare con la prestigiosa firma di Tod’s.
La sessione mattutina si è chiusa con l’intervento di Bernard Charlés, Vice Chairman e CEO della multinazionale francese, che ha esordito dichiarando che occorre comprendere a fondo la portata di quello che la tecnologia digitale porta al business e alla società intera. Si tratta di permettere alle persone di pensare e immaginare in modo diverso, con un impatto veramente pervasivo.
Il “digitale” è sinonimo di “virtuale”, in altre parole di possibilità inesplorate, innovazione e immaginazione senza limiti. E, infatti, la nostra epoca ha visto progressi enormi grazie alla virtualizzazione. Le piattaforme digitali per l’innovazione avanzata e la collaborazione sono strumenti che permettono di mettere insieme teste pensanti, nuove idee, soluzioni e informazioni e che consentono a tutti coloro che contribuiscono a un progetto di testare le idee che sembrano funzionare meglio e che piacciono di più.
Oggi possiamo dire che l’eredità digitale e il nuovo modello di business costituiscono il vero grande vantaggio competitivo per un’azienda. La manifattura vincente è quella che oggi sa reiventare costantemente e i produttori che hanno maggior successo non sono quelli che studiano miglioramenti di ciò che già esiste, ma quelli che riescono a immaginare nuovi spazi di business e nuovi modi di operare al loro interno.

Prospettive per il futuro che passano per l’Industria 4.0
Il futuro è definito da due prospettive, ha sottolineato Charlès. La prima è il passaggio da un’economia di prodotto a un’economia di esperienze che si applica all’individuo, ai produttori e alla società intera. La seconda è immaginare e inventare un mondo che armonizzi prodotti, natura e vita: questo non solo per il bene dell’umanità e dell’ambiente, ma per lo stesso progresso industriale. L’industria può imparare dalla natura e dalla biologia come creare nuovi materiali e nuovi utilizzi di questi.
Può l’industria reiventarsi nel contesto della nuova economia? Le maggiori potenze industriali hanno lanciato iniziative per conseguire questo risultato. Made in China 2025, in Cina; National Network for Manufacturing Innovation negli Stati Uniti; Creative Industry & Innovation in Corea del Sud; Industry 4.0, in Germania; Alliance for the Industry of the Future in Francia; e ora è arrivata anche l’Italia con il piano Industria 4.0.
Dassault Systèmes collabora in ciascuna di queste iniziative ed è co-pilota del progetto francese. È abbastanza chiaro che l’automazione della produzione, vero e proprio “Sacro Graal” all’inizio del millennio, è solo una parte della soluzione. La nuova sfida è quella di creare nuovi modelli di business.