Cucine intelligenti

14/02/2019

Grazie alla Piattaforma 3DEXPERIENCE, Miele e Dassault Systèmes lavorano “a braccetto” per individuare i migliori approcci alla progettazione e all’ingegnerizzazione dei prodotti della casa tedesca.

Miele, la prestigiosa casa tedesca di elettrodomestici, venne fondata nel 1899 con il motto “immer besser”, sempre meglio. Oggi l’azienda mantiene quella promessa in un modo nuovo, con elettrodomestici connessi che rendono più semplice e piacevole la vita del consumatore, regalando un’esperienza assolutamente innovativa.
Eduard Sailer, direttore tecnico della casa tedesca di elettrodomestici Miele, lascia gran parte del lavoro in cucina a moglie e figlie. Ma per sapere a che ora sarà pronta la cena e uscire in tempo dall’ufficio, gli basta comunicare con il forno tramite l’app Miele@mobil sul suo smartphone.
Il forno non è l’unico elettrodomestico connesso in casa Sailer. Tutti gli apparecchi Miele possono comunicare con lui e fra di loro. Quando il piano cottura viene acceso, manda un segnale che attiva le luci della cappa. In base al numero e alla potenza dei fuochi accesi, il piano cottura può regolare anche la potenza della ventola. La lavatrice può comunicare la velocità del ciclo di centrifuga all’asciugatrice, in modo che questa possa a sua volta calcolare il tempo di asciugatura in base al carico della lavatrice.
“Nella cucina intelligente del 2020, gli elettrodomestici saranno collegati all’interno della casa ma anche all’esterno,” prevede Sailer. “Saranno integrati in un ecosistema che offrirà al consumatore maggiore comfort e uno stile di vita più spontaneo.
Lo scenario descritto da Sailer è la piena realizzazione dell’Internet of Things (IoT), un mondo in cui ogni dispositivo non solo è connesso, ma conosce l’ambiente circostante e sfrutta questa conoscenza per fornire servizi finora impossibili. Risultato: una Internet delle Esperienze, nella quali i dispositivi del consumatore riconoscono e gestiscono attivamente tutti i dettagli, piccoli ma importanti, della vita quotidiana. Nel progetto KogniHome, Miele, in collaborazione con università e altre aziende, sta analizzando il possibile contributo di applicazioni intelligenti alla vita quotidiana degli anziani, grazie a sistemi di assistenza al lavoro in cucina. Ad esempio, un’app potrebbe confermare che il forno è stato spento prima di uscire di casa. Gli apparecchi potrebbero anche variare le modalità di utilizzo assistito e guidato in base all’utente, a seconda che si tratti di un anziano poco esperto o di uno chef navigato.

Pionieri degli elettrodomestici connessi
Quando ancora nessuno parlava di IoT, Miele aveva già progettato frigoriferi che avvisavano l’utente con un messaggio in caso di mancanza di corrente o quando si lasciava lo sportello aperto. “Oggi la differenza è che Internet mette a disposizione l’infrastruttura tecnologica per estendere le catene di creazione del valore,” afferma Sailer, il quale prevede che, con l’evoluzione dall’IoT alla Internet of Experiences, i consumatori potranno godere di esperienze finora inimmaginabili. Estendere la catena di creazione del valore significa, fra le altre cose, rafforzare la fidelizzazione del cliente, secondo Sailer. In passato Miele puntava soprattutto su prodotti affidabili e durevoli, ma oggi le reti di prodotti intelligenti offrono nuovi modelli di business. Ad esempio, invece di acquistare una lavatrice e un’asciugatrice, il consumatore potrebbe acquistare un certo numero mensile di cicli di lavaggio e asciugatura: le macchine e i prodotti di consumo resterebbero a carico di Miele.
Si aprono così scenari completamente nuovi per la fornitura di servizi. Sailer cita un esempio: “Se mi piace indossare camicie bianche che devono sempre essere come nuove, potrei semplicemente sostituirle dopo 40 o 50 lavaggi. Alla fine bisogna chiedersi che cosa piace al cliente. Possiamo solo provare e vedere che cosa succede. Nel mondo dell’IoT bisognerà sperimentare molto e non tutti i tentativi avranno successo.”

Progettare per un mondo in rete
Con circa 400 elettrodomestici connessi già in commercio, Miele offre la gamma più ampia e diversificata del settore. “Entro pochi anni tutti i grandi elettrodomestici avranno una connessione Internet,” afferma Sailer. I clienti di Miele sono pronti per questo mondo di cucine intelligenti? Sailer pensa di sì, “perché siamo impegnati a rendere sempre più semplice e pratico l’utilizzo dei nostri apparecchi. A partire da un’interfaccia utente intuitiva come quella che gli utenti trovano sui loro smartphone.”
Sailer respinge la tesi secondo cui gli elettrodomestici connessi sarebbero troppo complessi per le persone più anziane. “Per la loro esperienza personale e professionale, anche i sessantenni della mia generazione hanno dimestichezza con Internet e i dispositivi mobili, oltre a un’affinità relativamente solida con la tecnologia.” Tuttavia, anche per un’azienda molto avanzata nello sviluppo di prodotti connessi come Miele, “pensare in rete”, superando la classica gestione del prodotto e introducendo nuovi concetti di marketing e business, è una grande sfida. “Dobbiamo lavorare con grande impegno per soddisfare una gamma più ampia di aspettative,” dice Sailer.
I prodotti connessi integrano numerosi sistemi, ciascuno dei quali deve essere progettato per interagire con gli altri, contribuendo alle prestazioni complessive del prodotto. La sfida si complica ulteriormente quando questi “sistemi di sistemi” diventano parte di un sistema ancora più grande: l’IoT.
I gruppi di lavoro trasversali di Miele affrontano la sfida di integrare gli elettrodomestici nelle catene estese di creazione del valore. A oggi, ammette Sailer, gli strumenti e i metodi dell’ingegneria dei sistemi non supportano questo tipo di approccio, ma Miele sta lavorando con i suoi partner nella ricerca e nel software per sviluppare gli strumenti necessari a realizzare questa visione.

Trattamento etico dei dati di utilizzo
Oggi gli elettrodomestici Miele raccolgono già grandi quantità di dati su utenti e utilizzo, ad esempio orari di funzionamento, programmi selezionati e temperature. Questi dati restano immagazzinati nell’apparecchio e vengono estratti solo in caso di manutenzione. Tuttavia, la connettività consentirà di elaborare i dati e ricavarne informazioni sui comportamenti dei consumatori. Miele sfrutterà questa opportunità solo a condizioni molto restrittive. “Il cliente deve sapere che i dati sono di sua proprietà e che sono accessibili solo con il suo consenso,” precisa Sailer.”
A suo avviso, l’uso responsabile dell’IoT richiede l’adozione di un codice comportamentale con il quale l’azienda si impegna a non vendere a terzi le informazioni del consumatore. Con i dati raccolti dai frigoriferi, ad esempio, Miele avrà un patrimonio prezioso di informazioni sulle abitudini alimentari dei clienti. “Cedere queste informazioni a terzi andrebbe contro il nostro principio di tutela dei dati personali del nostro cliente,” afferma Sailer.
Con la diffusione della connettività, Miele dovrà valutare anche la protezione degli elettrodomestici dagli attacchi di pirateria informatica. Sailer riconosce l’importanza della sicurezza, ma è certo che le minacce possano essere contenute. “Le nostre lavatrici, ad esempio, hanno un sistema di protezione con un galleggiante elettromeccanico tradizionale e un relè che bloccano l’afflusso di acqua se un hacker prova a manomettere elettronicamente l’apparecchio.”

Comunicare con la concorrenza
Diversamente da alcuni concorrenti che progettano i loro elettrodomestici per comunicare solo con altri apparecchi della stessa marca, nel tentativo di “appropriarsi” del consumatore, Miele ritiene che i suoi elettrodomestici debbano essere in grado di interagire con quelli prodotti da altri.
Puntiamo a un ecosistema aperto perché è l’unica soluzione accettabile dal mercato,” dice Sailer. “I clienti vogliono comprare un elettrodomestico, non vogliono scegliere un sistema, anche se alle case costruttrici piace pensare che tutti acquisteranno solo i loro prodotti.
L’apertura è indispensabile per un altro motivo. Per offrire esperienze ricche che semplifichino la vita del consumatore, gli elettrodomestici devono comunicare anche con sistemi di domotica che Miele non produce. Ad esempio, è già possibile collegare la lavatrice all’impianto fotovoltaico sul tetto per far partire il ciclo di lavaggio solo quando l’irraggiamento solare è sufficiente per alimentare l’apparecchio.
“Sarebbe totalmente inadeguato avere un sistema chiuso,” avverte Sailer. “L’Internet of Experience può nascere solo se lavoriamo tutti insieme.”

Miele è cliente di Dassault Systèmes da molti anni e le due aziende hanno sviluppato una collaborazione molto stretta, partita dalla progettazione meccanica ed elettrica per arrivare oggi all’ambito della progettazione dei processi. Grazie alla Piattaforma 3DEXPERIENCE, Miele e Dassault Systèmes lavorano “a braccetto” per individuare i migliori approcci alla progettazione e all’ingegnerizzazione dei prodotti della casa tedesca. Una delle chiavi della soluzione offerta da Dassault Systèmes è la metodologia RFLP (requisiti e aspetti funzionali, logici e fisici), che Miele ha sfruttato per progettare i modelli più recenti.