Calzature perfette con i plantari stampati in 3D

14/02/2019

Le scarpe verranno progettate automaticamente in base ai parametri biomeccanici e ortotici di ciascun cliente, portando una vera e propria rivoluzione nel comfort.

In occasione di FormNext a Francoforte, la mostra-convegno internazionale dedicata alle tecnologie produttive di nuova generazione, ECCO Shoes ha presentato un progetto sperimentale di “calzatura aumentata”. Grazie a questo progetto realizzato in collaborazione con il FashionLab di Dassault Systèmes, alcuni clienti selezionati in tutto il mondo potranno presto acquistare scarpe personalizzate con plantari realizzati su misura sfruttando i dati acquisiti da sensori indossabili e scanner 3D per ottenere un’analisi digitale dettagliata della conformazione e dei movimenti di ogni piede.

Le scarpe verranno progettate automaticamente in base ai parametri biomeccanici e ortotici di ciascun cliente, portando una vera e propria rivoluzione nel comfort. Nell’ambito del progetto battezzato Quant-U, l’Innovation Lab di ECCO ha collaborato con l’incubatore tecnologico FashionLab di Dassault Systèmes, dedicato all’utilizzo di applicativi per la progettazione 3D, la simulazione e la collaborazione nel mondo della moda e del largo consumo, per sviluppare un sistema di autoapprendimento avanzato basato sugli algoritmi dell’azienda francese.

La piattaforma 3DEXPERIENCE in cloud di Dassault Systèmes interpreta i dati biomeccanici e li converte in geometrie per la stampa 3D, senza richiedere l’intervento di un operatore. Questi progetti generativi vengono validati mediante simulazioni a elementi finiti (FEA) per garantire la migliore funzionalità dei plantari.

I dati vengono acquisiti mediante sensori indossabili proprietari di ECCO sviluppati in collaborazione con l’inglese Cambridge Design Partnership e successivamente combinati con le scansioni 3D dei piedi realizzate con lo scanner di Volumental 3D di Stoccolma. Infine, utilizzando apposite stampanti 3D progettate dall’azienda tedesca Rep-Rap di Monaco di Baviera e materiali di The Dow Chemical Company, il silicone per impieghi medicali viene stampato per ottenere questi plantari di nuova generazione, destinati a sostituire la maggior parte delle solette di poliuretano. Due anni di ricerche hanno confermato le proprietà sofisticate di queste strutture stampate in 3D, sia in termini di prestazioni viscoelastiche, sia per la capacità di sfruttare le proprietà uniche di durata e stabilità termica del silicone. I prodotti realizzati con questo esclusivo processo di stampa 3D non richiedono alcuna finitura o pulizia, dando così la possibilità di produrli direttamente in negozio.

Scarpe nuove su misura in dieci minuti
Un primo gruppo di clienti selezionati potrà visitare il negozio sperimentale W-21 di Ecco Shoe Store ad Amsterdam (http://W-21.nl) nel febbraio 2018 per farsi preparare i propri plantari su misura. W-21 è un ambiente concepito a scopo puramente sperimentale e di test. Spingersi oltre i limiti è naturale per ECCO, che dalla sua nascita nel 1963 ha sfidato tutte le convenzioni e investito in innovazione in tutte le aree della progettazione e della produzione.
Il concept store W-21 e ora il progetto Quant-U sono entrambi creature dell’Innovation Lab (I.LE.) di ECCO, anch’esso situato ad Amsterdam. I.LE. è uno studio creato nel 2015 dove vengono inventati concetti e progetti futuribili e dove un team internazionale di designer industriali, ricercatori, ingegneri e futuristi lavora incessantemente per rivoluzionare e migliorare l’industria della calzatura e della pelletteria. “Per tutta la mia carriera di designer e progettista di calzature sono stato letteralmente ossessionato dal concetto di perfezione della calzata, del comfort e delle prestazioni,” racconta Patrizio Carlucci, l’italiano che guida l’Innovation Lab di ECCO.

La calzata perfetta è da secoli il sogno di chi disegna calzature e, sostanzialmente, le soluzioni proposte dall’industria non hanno fatto grandi passi avanti dal 1920, quando Brannock inventò il famoso strumento per misurare contemporaneamente la lunghezza e la larghezza del piede. Per superare questo sistema ormai vecchio di quasi un secolo, il team dell’I.LE. si è proposto di ampliare i concetti di “calzata”, “comodità” e “prestazioni”, restando fedele alla qualità e al minimalismo del design scandinavo di ECCO. “Ci sono molte iniziative nel mondo della stampa 3D delle calzature, ma nessun concorrente ha ancora proposto una soluzione valida per una vera personalizzazione di massa. L’additive manufacturing offre la possibilità di realizzare pezzi sofisticati in serie, ma raramente questa opportunità ha dato vita a prodotti di largo consumo, probabilmente a causa delle complessità dei modelli 3D e della mancanza di dati misurati. Per vincere questa sfida ci siamo concentrati principalmente sull’acquisizione digitale e sull’interpretazione dei dati cinematici e ortotici, poi ci siamo assicurati che l’esperienza fosse semplice come provare un paio di scarpe in un negozio e camminare per qualche minuto. In pratica abbiamo tradotto oltre 50 anni di esperienza calzaturiera in un algoritmo,” spiega Patrizio Carlucci.

Oltre a un nuovo approccio all’acquisizione, all’analisi, alla progettazione generativa e allo sviluppo dei materiali, il laboratorio di ECCO ha dovuto adottare un nuovo approccio anche alle stampanti 3D, adattandole all’ambiente del negozio. Attualmente è in fase di test una stampante compatta (Quant – Si Quantified Silicon) che sarà perfettamente integrata nell’ecosistema del negozio, consentendo di stampare i plantari di silicone su misura per ogni cliente in tempo pressoché reale. Il prezzo di un paio di scarpe ECCO Soft 8 – Q in edizione ultra-limitata prodotte su misura si aggirerà sui 350-400 Euro. La procedura di acquisizione dei dati e prova durerà una decina di minuti, dopodiché la produzione dei plantari aumentati Quant-U richiederà un’altra ora circa.

Per questo progetto sperimentale, ECCO ha avviato a dicembre 2017 la selezione di 200 candidati nell’area EMEA, alla quale seguiranno altre assunzioni in Asia e negli Stati Uniti verso la fine del 2018.