Aria di ripresa nell’industria estrattiva

16/12/2015

Nel settore si torna a respirare un po’ di ottimismo proprio alla vigilia di bauma, come conferma anche la domanda di spazi da parte degli espositori. Mareile Kästner, project manager di bauma, dice: “Sul fronte degli espositori non si percepisce la difficile situazione che il settore sta vivendo. Le richieste da parte di aziende del settore minerario e degli espositori che presentano prodotti per questo settore restano su livelli molto alti come sempre.”

L’associazione di categoria Mining all’intero dell’associazione dei costruttori tedeschi di macchine e impianti (VDMA) registra una continua contrazione del giro d’affari. Resta però l’ottimismo per un ritorno ai profitti nel 2017. Anche per quanto riguarda il mercato internazionale, gli analisi ritengono che la situazione migliorerà nel biennio 2016-17. Fra le ragioni di questo moderato ottimismo c’è bauma, in programma a Monaco di Baviera dall’11 al 17 aprile 2016.
L’esperienza dimostra che molti clienti rimandano gli investimenti per poter avere una visione completa dell’offerta disponibile su scala mondiale. L’appuntamento con bauma cade quindi nel momento migliore, quando la domanda registra una prima ripresa. E una ripresa sarebbe un vero e proprio toccasana per il settore.
Nel 2014, infatti, le esportazioni mondiali di macchine per l’industria estrattiva hanno raggiunto un valore di 27,929 miliardi di Euro (contro 31,087 nel 2013), registrando una contrazione del 10,2 percento. Il principale Paese esportatore sono gli Stati Uniti con 7,694 miliardi di Euro (8,364 nel 2013). L’unico Paese ad aver aumentato le esportazioni è stata la Cina, salita da 3,940 a 4,071 miliardi di Euro. Al terzo posto Singapore, grazie al suo ruolo di intermediazione nel commercio di macchinari nell’area del Sudest asiatico, con un valore di 3,098 (3,468) miliardi di Euro. La quota degli USA sulle esportazioni mondiali è del 27,5 percento. Seguono la Cina con il 14,6 percento, Singapore con l’11,1 percento e la Germania con il 7,0 percento.
Nel 2015 in Germania verranno prodotti macchinari e impianti per un valore di 3,62 miliardi di Euro, con un calo di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. Questo dato indica quanto meno una frenata della contrazione, che nel 2014 era stata pari al 29 percento rispetto al 2013. Ma anche per il 2016 il Dott. Michael Schulte Strathaus, Presidente dell’associazione di categoria Mining, teme che il giro d’affari “continuerà a diminuire, probabilmente con percentuali a una sola cifra.”
Con una quota di esportazioni del 94 percento, l’industria tedesca ricaverà nel 2015 solo 0,21 miliardi di Euro (-7,8 percento) dal mercato interno e 3,41 miliardi di Euro (-2,7 percento) dall’estero. La maggior parte delle esportazioni (17 percento) è destinata al Vicino e Medio Oriente, con l’Arabia Saudita come principale mercato di sbocco con una quota vicina al 9 percento. “Sia lì sia in Iran i Governi vogliono ridurre la dipendenza dell’economia nazionale dal petrolio,” spiega Schulte Strathaus, che aggiunge: “L’industria estrattiva diventerà la seconda gamba dell’economia.” Il secondo mercato di sbocco per le macchine tedesche è l’America Latina, con una quota dell’11 percento, seguita dalla Cina con l’8 percento, dagli USA con il 7 percento e dalla Russia con poco meno del 5 percento.
Il settore guarda con ottimismo nel medio termine, con previsioni di ripresa della domanda. Gli acquirenti hanno ricominciato a valutare politiche di investimenti e, inoltre, alcune aziende stanno entrando in nuovi mercati promettenti, come ad esempio l’estrazione di rocce dure.
L’associazione Mining della VDMA prevede quindi una ripresa della domanda di materie prime sia metalliche sia minerali (che possono essere ricavate dall’estrazione di rocce dure) spinta dal crescente ricorso a fonti di energia alternative in tutto il mondo.
Secondo Schulte Strathaus, l’ottimismo è alimentato anche dalle esigenze di risparmio e riduzione dei costi dei fornitori di materie prime: “Per poter reggere gli attuali livelli bassi dei prezzi, queste aziende devono aumentare l’efficienza di macchine e impianti per abbattere i costi.”
Un utile contributo giunge anche dalla crescente attenzione ai temi della sicurezza. Molti Paesi, fra cui Cina e Turchia, si apprestano ad aumentare il livello di sicurezza delle loro miniere di carbone. Nelle tecnologie per la sicurezza, l’industria tedesca è leader mondiale, almeno per quanto riguarda le miniere sotterranee.
Nel settore si torna quindi a respirare un po’ di ottimismo proprio alla vigilia di bauma, come conferma anche la domanda di spazi da parte degli espositori. Mareile Kästner, project manager di bauma, dice: “Sul fronte degli espositori non si percepisce la difficile situazione che il settore sta vivendo. Le richieste da parte di aziende del settore minerario e degli espositori che presentano prodotti per questo settore restano su livelli molto alti come sempre.” Il catalogo aggiornato degli espositori può essere consultato online all’indirizzo exhibitors.bauma.de/aussteller-warengruppen/mining/ (aggiornato a dicembre 2015).